|
L'aver bevuto o inalato molta acqua impedisce quasi sempre il corretto funzionamento dei polmoni.
A parte lo spavento le conseguenze sono a volte di breve durata, bisogna tenere presente anche la non remota possibilità di danni di carattere neurologico.
Educare il bambino a sviluppare la coscienza del pericolo e comunque esercitare un'attenta sorveglianza è senza dubbio la prima regola da seguire.
PREVENZIONE:
Vigilare sul bambino quando si immerge nell'acqua è l'unico modo per evitare incidenti.
Non sottovalutate anche l'immersione nella vasca da bagno o nelle piccole piscine gonfiabili.
Non dimenticate che stiamo parlando di bambini, quindi anche in piccole superfici possono verificarsi situazioni di pericolo.
Far valutare al bambino la profondità dell'acqua prima della immersione è un ottimo accorgimento.
Dopo i 4 anni insegnate al bambino a nuotare ( meglio se questa pratica sarà affidata ad un maestro di nuoto ).
State anche attenti ai possibli scherzi di amichetti o compagni di piscina, sono moltio frequenti, così come l'abitudine ad immergersi trattenendo troppo il respiro ( può essere causa di svenimenti )
Come comportarsi:
La prontezza nel soccorso è determinante:
Far si che l'acqua non finisca sui polmoni può avvenire mettendo il bambino su un fianco o con la faccia in giù.
Questo vale in caso di moderata quantità inalata o ingerita. Se tuttavia si tratta di acua salata o contenente sapone chiamate immediatamente il medico.
Se invece la quantità d'acqua ingerita è notevole chiamate il 118 o cercate se tra i presenti c'è un medico.
Alcune altre cose da sapere:
In attesa dei soccorsi controllate il respiro ed il battito cardiaco adagiando il bambino su un fianco.
Se nel frattempo fate un tentativo di rianimazione non premete sullo stomaco, onde evitare il vomito ed il soffocamento.
|